Neuropedagogia: incontro tra neuroscienze e apprendimento

La neuropedagogia è una disciplina che si occupa di spiegare come la struttura e il funzionamento del cervello dipendono da come vengono vissute le esperienze.

Ancor prima della nascita di questa disciplina e delle neuroscienze, Maria Montessori aveva dimostrato come “le esperienze dirette e le impressioni che esse lasciavano, non si limitassero a penetrare la mente del bambino ma la formassero”. Ciò era quello che lei definiva MENTE ASSORBENTE, ossia capace inconsciamente di assorbire il tutto dell’ambiente circostante.

Il bambino però non è soggetto passivo ma psichicamente attivo, interagisce con esso e attraverso l’esperienza e le “mani” raggiunge gli apprendimenti e realizza se stesso in maniera libera e inconsapevole.

Assume quindi ruolo centrale la comunicazione e ciò che si “offre” al bambino. Inoltre Maria Montessori aveva individuato dei periodi sensibili per l’apprendimento, momento in cui risiede un elevato potenziale neuro-emotivo: diventa essenziale che nella fascia 0-11 i bambini esplorino il loro mondo nella maniera più autonoma possibile, privilegiando la sperimentazione libera e naturale.

Ciò è stato confermato in neuroscienze dalla scoperta dei neuroni specchio, neuroni specializzati nell’imitazione, che aiutano ad assorbire le informazione dell’ambiente tramite i sensi. In  questo arco di tempo il tipo di educazione diventa quindi fondamentale.