É autunno. La stagione che prende il posto dell’estate (lazzarona!), la stagione delle giornate che si accorciano, del cambio ora, del ricominciare a vestirsi di più ma soprattutto…come?! La mattina 5 gradi, a mezzogiorno 30, tornano i grigi, i marroni, il nero e quel vestito a fiori l’ho portato così poco: come é possibile doverlo già archiviare?! La stagione delle piogge fredde, delle foglie che cadono, del rientro a scuola o al lavoro. Delle cimici.
Come si fa ad amarlo l’autunno?
Era questo il mio pensiero fino a qualche anno fa. Finché é successo. Prima mi sono riavvicinata alla terra a mani nude ed ho iniziato ad abbracciare gli alberi. Poi mi sono innamorata della montagna, luogo che, meglio di altri, trasmette a tutti i sensi le meraviglie di ogni stagione. Cambiare punti di vista offre innumerevoli opportunità.
Ora l’autunno prende il posto dell’estate che adoro, ma va bene, perché ho il bisogno di rallentare e di godere di più delle piccole cose; le giornate si accorciano e vivo maggiormente la casa, il primo focolare, le castagne calde, il pane alla zucca che prepara la mia mamma. Se mi vesto troppo, mi faccio sorprendere dal caldo tepore del sole a mezzogiorno, restando un po’ a ricaricarmi sotto un cielo terso, di un azzurro che colma e calma come solo in autunno può fare. Se mi vesto poco, sono grata di poter arrivare a casa e trovare un bel calduccio. Le piogge fredde diventano microavventure con la famiglia, k-way and go! Le foglie cadono si, ma prima trasformano il bosco in un caldo abbraccio di toni che donano armonia, e una volta cadute, avete mai provato a correrci sopra o a camminarci lentamente ascoltandone lo scrocchio in tutte le sue sfumature? Attenzione, quella sensazione di spensieratezza che sentirete, crea dipendenza!
La ripresa del lavoro e della routine, diventa momento di riflessione sulle idee e le intuizioni nate in estate. Sulle cose che in vacanza, in famiglia, ci si é detti: “E perché non tutto l’anno?” Così, dopo una doverosa setacciata, restano le cose più importanti, delle quali decido di avere cura, restano i desideri profondi o i progetti da cominciare, da concretizzare. Come mettere a dimora dei bulbi, per farli sbocciare a primavera. Si fa in autunno. Una stagione fantastica.
Se non fosse per le cimici.
Io sono Sara. E tra tante cose, sono fiera e felice di far parte di Scholè.
Sara

